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È il cuore della città. Tra le sue vie e le sue piazze è conservata la storia di Monza e dei monzesi. È il centro storico con il Duomo, l’Arengario, il Municipio, il Tribunale, la clinica e il liceo Zucchi. È la passeggiata dei monzesi, la vasca del sabato pomeriggio, il raggruppamento degli uffici e studi professionali (tanti) e dei negozi.

Difficile stimare veramente chi vive tra le mura della vecchia Monza. Sono molti di più coloro che la attraversano soprattutto per lavoro. Un centro che partendo da via Vittorio Emanuele costeggiando la via Azzone Visconti arriva fino a largo Mazzini, alla fontana della Rinascente per poi proseguire lungo via Manzoni fino al Re de Sass.

Un centro storico ricco di storia, con ancora vecchie botteghe affiancate a moderni negozi. La viabilità ed i parcheggi sono aspetto delicato.

Il patrimonio immobiliare è quasi totalmente formato da edifici storici o di inizio secolo, molti dei quali sono stati ristrutturati ed adeguati alle normative più recenti.

Come di consueto il prezzo degli immobili si attesta sulla fascia più alta con grosse differenze fra ristrutturato e non. Fa eccezione qualche recente costruzione ma se cercate una casa nuova il centro storico non offre grandi opportunità. Come sempre un immobile nel centro storico è un investimento sicuro nel tempo. 

Il quartiere Parco-Villa Reale, così come delimitato oggi, non ha origini storiche. Il suo territorio era parte del quartiere Cazzaniga e di quello delle Grazie Vecchie.

Infatti non ha al suo interno dei veri e propri punti di riferimento e di aggregazione sociale.

Si sviluppa intorno al Parco di Monza e alla Villa Reale.

Dagli anni ’60 agli anni ‘80 , a fianco delle lussuose ville tipiche della Brianza, sono nati condomini ed edifici lussuosi con parchi privati e piscine. In questi anni la zona ha visto moltissime famiglie trasferirsi da Milano attratte dal parco e dai grandi giardini condominiali.

Ancora oggi al suo interno troviamo poche attività commerciali e servizi che si trovano in centro oppure nei quartieri limitrofi.

Da sempre è considerato il quartiere esclusivo della Borghesia monzese e residenza dei maggiori imprenditori della Brianza. Oggi però ad appartamenti molto grandi e con spese di manutenzione molto alte, si preferiscono immobili più moderni, contenuti nelle dimensioni e nei costi di gestione.

Nonostante questo ancora oggi è il quartiere preferito da coloro che vogliono vivere in città, senza voler rinunciare alla privacy alla tranquillità e al verde (Parco di Monza).

Le quotazioni immobiliari sono medio/alte ma sono meno esclusive di qualche anno fa. In questa zona si trova qualche costruzione recente in più rispetto al centro, ma la caratterizzazione principale è costituita dai signorili degli anni 70-80.

La storia di san Biagio ha origini antiche. Già nel medioevo era un borgo “fuori le mura” della città fortificata da cui passavano quotidianamente molte persone dirette in Brianza. Qui sorgeva un ospizio- ospedale gestito da una confraternita laica che accoglieva tutti coloro che avevano bisogno di un alloggio.

I sanbiagini sono molto legati alla storia e alle tradizioni del loro storico quartiere la cui parrocchia venne fondata nel mese di giugno del 1584 nientemeno che da San Carlo Borromeo. Un paio di secoli più tardi alle funzioni religiose nella chiesa sanbiagina partecipavano gli arciduca d’Austria che risiedevano nella Villa Reale. Nel rione l’appuntamento più sentito è quello del 3 febbraio,la festa patronale dedicata al santo protettore della gola. 

Durante gli anni Cinquanta e Sessanta del ‘900 la zona ha subito un rapido mutamento trasformandosi da borgo agricolo, costellato di cascine e di terreni coltivati, in uno dei quartieri più eleganti e più serviti della città. I dati odierni attestano 23.204 abitanti.

A San Biagio ci sono istituti scolastici di lunga e comprovata tradizione: le scuole parrocchiali risalenti al 1896, il Collegio Bianconi, fondato nel 1830 e gestito da centocinquanta anni dalle Suore di Maria Bambina, il Collegio Villoresi datato 1862 e il più “giovane” EcFoP inaugurato nel 1955. Presenti anche ristoranti e numerosi negozi.

Da tutti, a torto o a ragione, il quartiere S.Biagio è considerato la vera alternativa al centro storico e il salotto della Monza bene. I prezzi degli immobili sono fra i più alti della città. Data l’origine storica ed i successivi sviluppi in questo quartiere troviamo edifici molto variegati: palazzi storici, case di corte, condomini anni 70-80 e costruzioni più recenti. Ci sono all’interno del quartiere vie molto servite da attività e altre vicine ma immerse nel verde.

San Carlo a Monza è il quartiere che ha fatto la storia dell’industria e della sanità cittadina. Ma che oggi vive soprattutto di ricordi, di un contesto che fu: oggi le fabbriche sono quasi totalmente sparite lasciando spazio a recuperi di edifici residenziali e supermercati. Addio quindi alle immagini del quartiere pieno di fabbriche, con il continuo via vai di operai, di medici e di infermieri dell’ospedale Vecchio, la nuova immagine è composta da famiglie residenti.

Un quartiere che, numeri del Comune alla mano, è al terzo posto per residenti, anche se il dato va ridimensionato essendo il rione unito a quello di San Giuseppe. Secondo gli aggiornamenti dell’Ufficio anagrafe al 31 dicembre 2015 i residenti erano 15.673 di cui 1.752 stranieri. I servizi non mancano: ci sono scuole dall’asilo alle superiori, l’ospedale Vecchio con attivi ancora alcuni ambulatori, nel raggio di un centinaio di metri la caserma dei carabinieri e il comando della polizia locale, supermercati e negozi.

Tante le associazioni, la storica sede della Croce Rossa e una fitta vita parrocchiale con la chiesa di San Carlo e la chiesetta di San Paolo, oltre a quella degli Artigianelli.

Una medaglia a due facce è la presenza della stazone centrale che consente in meno di un quarto d’ora di raggiungere il centro di Milano ma che spesso è malfrequentata.

Molti degli edifici sono stati ristrutturati e sono state aggiunte nuove costruzioni. I prezzi sono di poco superiori alla media  data la vicinanza della Stazione e del centro storico cittadino.

È un quartiere a tutti gli effetti: con la sua parrocchia, la sua posta, le sue scuole e persino il suo Comitato che in questi anni ha portato avanti importanti battaglie per la sicurezza e per il miglioramento del rione.

Il quartiere è un punto nevralgico e importante della città che, soprattutto negli ultimi quindici anni ha visto una radicale evoluzione con una sempre maggiore presenza straniera.

Un rione piccolo, ma al suo interno ha importantissime realtà: diviso dal quartiere di San Gerardo dalla ferrovia e dal sottopasso ciclopedonale Amati-Bergamo, da quello Libertà dalla rotonda di via Prampolini e poi da Cederna dalla rotonda con viale Campania il quartiere è tra i più popolosi e meglio serviti.

C’è il Policlinico, la casa di riposo di via Messa gestita dalle suore misericordie di monsignor Talamoni, la posta, la stazione ferroviaria, la parrocchia fulcro della comunità e numerosi negozi di vicinato che si susseguono lungo la via Amati e la via Rota.

E poi, soprattutto, ci sono tantissime case: le storiche dell’ospedale San Gerardo di via Carlo Antonietti, quelle dell’Ina soprannominate le palafitte. Un tempo agricolo e circondato dagli orti il quartiere nel corso degli anni si è profondamente evoluto. In tante aree ex industriali insistono oggi diversi progetti di edilizia residenziale che quando saranno ultimati porteranno il quartiere ad assumere una connotazione di reale alternativa abitativa ai più blasonati quartieri S.Biagio/Triante.

E’ collegato alle più importanti strade di uscita dalla città e alla circonvallazione esterna che porta alle tangenziali ed autostrade e fornito delle 2 stazioni ferroviarie della città: Monza Centrale e Monza Sobborghi

I prezzi degli immobili esistenti sono ancora convenienti anche se in rialzo, mentre il nuovo si allinea alle quotazioni cittadine, con esclusione delle zone di maggior pregio.

I romani hanno il cupolone di San Pietro e i residenti di San Gerardo a Monza quello intitolato al copatrono. È certamente la chiesa il simbolo del quartiere.

Dai numeri che fornisce l’Ufficio Statistica del Comune sulle consulte – dove però il rione di San Gerardo viene inglobato al centro storico – emerge una zona della città molto popolata. I dati aggiornati al 31 dicembre 2015 confermano la presenza di 16.737 residenti suddivisi in 7.777 famiglie di cui il 14 per cento di origine straniera.

Un grande quartiere che arriva fino alla fine della via Lecco costeggiando il parco, diviso dal vicino quartiere Libertà dalla ferrovia.

Un quartiere che abbraccia la zona del santuario della Madonna delle Grazie e del fiume con le vie Annoni e Filzi. Per poi espandersi in via Bergamo e Azzone Visconti fino a largo Mazzini più volte identificato come spartiacque tra il centro e resto della città.

I simboli del rione sono la chiesa, l’oratorio, il centro sportivo Nei, la via Bergamo divenuta la via della movida dei giovani, la sede del Centro civico, la scuola Raiberti , l’istituto dell suore «Preziosine», la scuola alberghiera,  la Gerardiana e il teatro dell’oratorio Il Corallo.

Ovviamente il quartiere è fornito di tutti i servizi ed accanto a residenze storiche e di pregio, negli anni sono stati costruiti edifici moderni dotati di tutti i comfort abitativi.

La vicinanza con il parco e con il centro storico lo rende un quartiere vivo e adatto a tutte le esigenze. I prezzi degli immobili, a seconda delle condizioni, sono su un livello medio alto.

C’è chi lo chiama il quartiere dei musicisti. È il quartiere Cazzaniga che vanta il privilegio di ospitare l’azienda più grande della Brianza, cioè l’ospedale San Gerardo, oggi anche centro di eccellenza universitaria.

Un quartiere che si estende da un punto di vista territoriale fino ai confini con Vedano e con Lissone, che ospita strutture di grande prestigio socio sanitario, e che accanto a ville storiche vede anche un susseguirsi di palazzi e di residence, ma possiede anche una forte presenza popolare con i grandi complessi residenziali di via della Birona.

Secondo l’ufficio anagrafe del Comune è il secondo quartiere più popoloso dopo quello di Centro-San Gerardo, di cui 1.570 stranieri un dato che si attesta al 9,7 per cento della popolazione residente.

Il quartiere si è evoluto nel secondo dopoguerra con uno sviluppo residenziale che, però, non sempre ha visto un altrettanto adeguata evoluzione dei servizi. Manca una posta, malgrado una raccolta di firme e numerose richieste, manca un luogo di aggregazione per gli anziani che suppliscono ritrovandosi nei bar.

Ma Cazzaniga ha anche un grande cuore sociale con la storica società sportiva della Dominante, un seconda famiglia per tanti ragazzi e il gioiello socio sanitario dell’Aias. Pur essendoci uno dei pochi supermercati di Monza aperti 24 h, bisogna spostarsi verso il centro per usufruire di tanti servizi.

Molti condomini, costruiti per lo più negli anni ‘70-’80, hanno generosi spazi verdi. I prezzi del quartiere sono molto variabili, in funzione della posizione e del livello qualitativo.

Il quartiere , come si evince dal nome, è compreso nella fascia più cittadina fra il rondò dei Pini, viale Elvezia a Nord e la via Taccona a Sud fino af arrivare ai confini con il comune di Muggiò. Non densamente abitato è attraversato dalla superstrada che collega Monza con Lecco e Como.

Al centro troviamo il Parco della Boscherona, polmone verde ed attrezzato per sport e aree per picnic.

Su V.le Lombardia che delimita il quartiere da Triante, è in progetto la costruzione di un centro terziario/commerciale/residenziale formato da una piazza di 2500 mq sulla quale si affaccieranno 3 torri moderne da 20, 16 e 13 piani. L’intervento che andrà a riqualificare un’area dismessa di 44.000 mq prevede un occupazione del suolo di solo il 7%, lasciando quindi a verde organizzato il restante 93% dello spazio.

Attualmente in questo quartiere gli insediamenti residenziali si attestano intorno alle grandi vie quali V.le Elvezia (Cam centro diagnostico, ATS Monza e Brianza), Viale Lombardia e via della Taccona con un mix fra edifici recenti, ville unifamiliari, edifici industriali e case rurali di inizio secolo.

Una zona quindi tranquilla, con ampie zone verdi  ben collegata con le arterie viarie di uscita dalla città in progressivo sviluppo a poca distanza dal centro di Monza. I prezzi degli immobili si attestano sulla fascia medio bassa

Un rione ricco di storia, recente. Che ha visto un’esplosione residenziale e dove oggi – dati dell’ufficio anagrafe aggiornati al 31 dicembre 2015 – risiedono 15.178 residenti di cui 1.701 stranieri.

Triante fino all’Ottocento si espandeva fin quasi a San Fruttuoso, fino a quel viale Lombardia che, come ricorda lo storico locale Daniele Cappelletti, venne costruito agli inizi dell’Ottocento dai francesi per agevolare il passaggio delle carrozze diventando la prima importante infrastruttura cittadina. Nel Novecento è stato un susseguirsi di costruzioni, in parte di edilizia privata in parte di edilizia pubblica: nel 1924 le abitazioni del cosiddetto “Villaggio dei dipendenti comunali”, 1927 le villette dei reduci della Grande Guerra, poi le abitazioni comunali di via Pitagora e le case Fanfani. Una crescita residenziale alla quale ha fatto seguito quella di servizi con strade, negozi, il centro sportivo con la piscina e i campi da tennis, le scuole, i giardini, la chiesa, il cinema, il teatro parrocchiale. Di luoghi simbolo c’è certamente il Circolo Cattaneo oggi diventato un ristorante.
Accanto a piccoli negozi di vicinato, supermercati e minimarket, pizzerie, bar, ristoranti, gelaterie, negozi di occhiali, di articoli per la casa.

La parte del rione che confina con S,Biagio e S,Carlo è quella più richiesta e i prezzi delle case si attestano sulla fascia medio-alta.

San Fruttuoso è un paese. Qualcuno ironicamente lo chiama anche il “principato” di San Fruttuoso. Fatto sta che nettamente separato dal resto della città, prima dal grande ponte e oggi dalla grande rotonda, San Fruttuoso rispetto a Monza fa vita a sé stante. Potendo contare su un articolato sistema interno che permette ai residenti di poter vivere nel rione senza doversi spostare in città.

A San Fruttuoso c’è tutto, o quasi. Il quartiere secondo i numeri dell’Ufficio Anagrafe del Comune di Monza al 31 dicembre 2015 contava 7.787 residenti con una percentuale di stranieri tra le più basse della città (8,3 per cento che corrisponde a 645 persone).

Un quartiere dalla lunga storia, da un grande sentimento di appartenenza degli abitanti e una importante presenza della chiesa da una parte e dell’attività politica e laica dall’altra.

San Fruttuoso ha tutto: la chiesa, l’oratorio, il camposanto, il tunnel cittadino più lungo d’Italia, il circolino, ristoranti, ville signorili, scuole pubbliche e private, il tiro a segno e persino un “castello”.

Ma San Fruttuoso ha soprattutto una storia. Un quartiere che negli ultimi cinquant’anni si è profondamente evoluto passando da zona prettamente agricola, poi ad area industriale e oggi pressoché quartiere residenziale.

Proprio qui negli ultimi anni si sono concentrati gli interventi residenziali di medie dimensioni che in poco tempo hanno reso il quartiere più popolato, ma con notevoli spazi verdi. La sua relativa distanza dal centro fa si che i prezzi degli immobili si attestino su una fascia media, spesso accessibile anche alle giovani famiglie

Consigliato a chi vuole vivere in città ma lontano dal traffico e con a disposizione ampi spazi verdi. Inoltre è il quartiere residenziale più comodo per chi si deve muovere in auto gravitando su Milano e tangenziali. Presto sarà il quartiere più vicino alla nuova fermata della MM1 prevista entro il 2023. Questo porterà un rivalutazione degli immobili.

Giovane, verde e tranquillo. Un quartiere residenziale dove ancora si vive bene. San Giuseppe cominciò ad avere una sua propria fisionomia nella seconda metà degli anni Cinquanta. Allora il rione si chiamava Fornace-Tramvieri ed era in pieno sviluppo. Si contavano un migliaio di famiglie che non avevano un vero e proprio punto di ritrovo.

Il centro di aggregazione era la parrocchia che ben presto divenne troppo piccola per ospitare una popolazione in continuo aumento e nel 1972 vennero poste le basi della nuova chiesa, opera dell’architetto svizzero Justus Dahinden, che oggi rappresenta un esempio di architettura sacra coniugata coi tempi moderni. Il quartiere -che conta oltre seimila abitanti- ha avuto negli ultimi tre decenni una notevole espansione.

Sono sorte nuove costruzioni che, fortunatamente, non ne hanno snaturato l’anima e hanno richiamato persone che prima risiedevano in altri rioni e persino nell’hinterland milanese alla ricerca di una maggior tranquillità. Qui ci sono accoglienti parchetti dove far giocare i bambini, due aree dedicate agli amici a quattro zampe, negozi di vicinato e si è  vicini sia alla stazione ferroviaria sia alle principali arterie stradali che conducono fuori città. Tutto sommato un quartiere dove è bello abitare.

La maggior parte degli immobili risale a 40 anni fa con prezzi abbordabili mentre per i complessi più recenti prezzi cominciano a salire soprattutto nei pressi del confine con il quartiere Triante.

Da tenere in considerazione il futuro arrivo del prolungamento della metropolitana Lilla di Milano che avrà nel quartiere 2 stazioni ma soprattutto della prossima apertura della fermata Bettola della MM1 previste per il 2023

Ad arrivare per primi sono stati giovani (e non solo) meridionali attratti dalle offerte di lavoro delle fabbriche monzesi e di quelle della vicina Sesto san Giovanni. Successivamente, a partire da metà degli anni Ottanta, si sono insediate nel quartiere numerose comunità straniere, nordafricane, sudamericane, cingalesi. Oggi San Rocco conta 13.323 residenti (6609 uomini e 6714 donne) dei quali 2360 sono stranieri. Ovvero una percentuale del 17,7% che risulta essere la più alta di tutti i rioni monzesi.

La convivenza, a volte, non è facile ma il quartiere ha sempre trovato le energie giuste per fare sì che tutti, almeno sulla carta, possano trovare il loro spazio e la loro dignità.

La parrocchia, le associazioni sportive e culturali, che qui, non sono mai mancate, ma anche il comune hanno sempre lanciato iniziative mirate per insegnare la lingua italiana, per aiutare i più bisognosi, per vivacizzare culturalmente il quartiere, per contrastare la dispersione scolastica. E non è un caso che le feste rionali così come l’oratorio estivo siano sempre affollatissimi. Così come non è un caso che le sedute della consulta sanrocchina siano tra le più partecipate dell’intera città.

Al patrimonio edilizio degli anni ‘60/’70 si sono aggiunte nuovi costruzioni e diverse attività commerciali/ terziarie soprattutto sulla via Borgazzi, continuazione di Via Milano la strada che arriva fino al centro pedonale di Monza.

Si possono trovare abitazioni moderne a prezzi contenuti od immobili di buona metratura da ristrutturare.

Il quartiere ha conosciuto il boom dello sviluppo economico – prima agricolo e poi industriale – diventando polo attrattivo per migliaia di famiglie.

Ubicato in una posizione strategica, non lontano dal centro storico e dalla stazione ferroviaria e oggi dalle grandi arterie stradali che conducono a Milano e alle autostrade, il quartiere è anche tra i più popolati: 12.382 residenti questo il dato dell’Ufficio anagrafe al 31 dicembre 2015 con 1.990 stranieri il secondo quartiere di Monza con il maggior numero di stranieri dopo San Rocco.

Un quartiere dove non mancano i negozi.

Scuole, bar, qualche ristorante, il supermercato e persino il Bingo. Questo il ritratto di Buonarroti- San Donato che oggi vive del ricordo di un passato florido soprattutto dal punto di vista dell’industria.

Dal punto di vista immobiliare, alle case «storiche» prospicenti la via Buonarroti e costruzioni degli anni 40 e 50, negli anni si sono aggiunte moderne costruzioni, soprattutto nelle traverse che hanno parzialmente riqualificato il tessuto urbano.

Si trovano quindi in vendita sia case usate di media grandezza con prezzi abbastanza contenuti, sia nuove costruzioni a prezzi medi di mercato.

Le ex aree industriali non sono ancora state completamente  riconvertite anche se su di esse sono state fatti tantissimi progetti che prima o poi andranno in porto.

Tante aree verdi, organizzate e non,

Interessante il progetto di unificazione del Parco agricolo della Cascinazza con il Parco medio della Valle del Lambro di Milano che porterebbe ad un percorso verde da Milano fino a Monza lungo il Fiume Lambro.

Ancora oggi è molto presente l’attività di quartiere e la vicinanza con il centro e la stazione lo rendono una buona alternativa alle zone residenziali più rinomate.

Un rione che nasce attorno a una fabbrica che trasforma quell’area pressoché rurale in un pullulare di attività.

Prima di diventare un quartiere integrato nella città Cederna era soprattutto costituito da cascine e da alcune ville padronali.

Il collegamento viario si limitava a semplici sentieri, le direttrici viarie importanti erano quasi inesistenti e le uniche degne di menzione erano la strada consortile della Gallarana (oggi via Gallarana, via Cederna) che conduceva alla Cascina Bastoni a Sant’Albino, la strada comunale detta di Agrate (oggi via Amati e viale Sicilia) che attraversando il territorio di Concorezzo conduceva ad Agrate». Poi agli inizi del ‘900 con l’arrivo del cotonificio ci fu l’esplosione del quartiere. 

Grazie alla lungimiranza degli imprenditori che attorno a quell’azienda che nel quartiere contava oltre 600 addetti realizzarono un villaggio operaio con tutti i servizi per i lavoratori, le loro famiglie, i loro figli garantendo alloggio, istruzione, vacanze e salute.

Il quartiere, annesso a Cantalupo, conta oggi 13.797 residenti con la percentuale del 15,1 di stranieri. Un quartiere che potremmo definire una sorta di Araba Fenice che sulle ceneri dell’ex cotonificio sta rinascendo: da poco è stato inaugurato il nuovo centro civico in quello che fu l’asilo. In programma anche la rinascita del teatro. E nel frattempo prosegue il cantiere edilizio e recentmente l’apertura del supermercato.

Storicamente un quartiere di periferia e mal considerato dal punto di vista sociale, negli ultimi 10 anni ha avuto una repentina riqualificazione, vi sono stati fatti notevoli investimenti immobiliari e oggi può considerarsi una zona tranquilla e servita, adatta per famiglie.

Accanto ad immobili storici dei primi del Novecento sono ora sorti diversi complessi nuovi ed attorno alla vecchia ciminiera del cotonificio ora è sorta una piazza con servizi, un supermercato, strutture ricettive e residenze di notevole architettura.

I prezzi degli immobili sono sicuramente più bassi della media cittadina. Anche se le nuove costruzioni stanno raggiungendo le quotazioni medie della città.

Comoda con le grosse arterie viarie e con linee di autobus per raggiungere il centro città 

All’inizio era il Villaggio Primavera, una sorta di “costola” del quartiere di San Gerardo fatta di campi e di cascine. Poi, soprattutto negli anni Settanta e Ottanta, il quartiere è sbocciato e oggi conta – dati dell’Ufficio Anagrafe in mano aggiornati al 31 dicembre 2015 – 8.960 residenti di cui 672 stranieri con una percentuale del 7,5 per cento tra le più basse in città.

Il quartiere è nato e cresciuto attorno alla sua parrocchia è rapidamente cresciuto affiancando alle abitazioni anche i servizi. 

Gli storici negozi di vicinato, alcuni resistono da oltre quarant’anni, e oggi il rione conta il primato di 8 bar, 5 pizzerie, 4 panetterie e 5 coiffeur. Un quartiere giovane che si è subito attrezzato con l’asilo delle suore, la scuola elementare e da alcuni anni è stato inaugurato anche l’asilo nido e un comprensorio di scuole superiori l’Achille Mapelli che conta al suo interno Liceo scientifico, Agraria, Amministrazione Finanza Marketing, Turismo. Il quartiere Libertà è molto attivo anche da punto di vista sociale.

Nel 1988 è stato inaugurato il Nuovo Stadio di calcio nelle cui vicinanze nel 1992 è sorto il moderno centro sportivo della società biancorossa «Il Monzello» con campi di allenamento, tribune, palestra, uffici e centro direzionale.

Il patrimonio Immobiliare risale in gran parte agli anni 70/’80, ma ci sono anche diverse costruzioni realizzate più di recente.

I prezzi degli immobili usati sono in linea di massima più bassi rispetto alla zone semicentrali situate ad Ovest, mentre  il nuovo si allinea ai valori medi (zone centrali escluse) della città.

Oltre agli impianti sportivi di respiro Cittadino, Stadio e Palazzetto, è presente il centro ospedaliero Policlinico provvisto di pronto soccorso.

Diverse line pubbliche di trasporto attraversano il quartiere collegandolo sia al centro città e stazione, sia con I comuni a Est, Vimercate, Arcore.

Comodi I collegamenti viari per Milano, Vimercate e I laghi.

È il quartiere più piccolo di Monza. Con il più basso tasso di residenti e la più bassa percentuale di stranieri residenti. Questo secondo i dati dell’Ufficio anagrafe del Comune che con i numeri aggiornati al 31 dicembre 2015 dichiara che a Sant’Albino vivono 2.648 persone, di cui 177 stranieri.

Piccolo ma ricco di storia, tradizioni e con una popolazione molto attiva impegnata nella promozione del quartiere. Definito un tempo “Il paese dei quattro Comuni” è oggi un quartiere che mantiene ancora la sua identità di comunità e di paese fortemente legato sia Monza sia alla vicina Brugherio, più precisamente San Damiano con il quale confina.

Il quartiere è separato da Monza dalla circonvallazione che ha penalizzato l’integrazione del quartiere con il tessuto cittadino. Finalmente nel 2020 è stata realizzato un moderno cavalcavia ciclabile e pedonale che supera via Stucchi e collega il quartiere al resto della città.

Certo, quello che manca è il commercio. Molti negozi hanno abbassato definitivamente la saracinesca colpa anche della grande distribuzione con tre ipermercati a pochi chilometri di distanza.

Il patrimonio Immobiliare è caratterizzato da vecchie costruzioni rurali di corte, molte di esse ristrutturate, alle quali si sono aggiunte negli anni diverse nuove costruzioni e ville singole o plurifamiliari.

Dal punto di vista dei prezzi si possono trovare delle buone metrature a costi sicuramente accessibili e convenienti.

Dal punto di vista viario attraverso la circonvallazione si può arrivare velocemente verso le autostrade e tangenziali per tutte le direzioni.

Una linea urbana collega il quartiere al centro di Monza.

1. CENTRO STORICO

È il cuore della città. Tra le sue vie e le sue piazze è conservata la storia di Monza e dei monzesi. È il centro storico con il Duomo, l’Arengario, il Municipio, il Tribunale, la clinica e il liceo Zucchi. È la passeggiata dei monzesi, la vasca del sabato pomeriggio, il raggruppamento degli uffici e studi professionali (tanti) e dei negozi.

Difficile stimare veramente chi vive tra le mura della vecchia Monza. Sono molti di più coloro che la attraversano soprattutto per lavoro. Un centro che partendo da via Vittorio Emanuele costeggiando la via Azzone Visconti arriva fino a largo Mazzini, alla fontana della Rinascente per poi proseguire lungo via Manzoni fino al Re de Sass.

Un centro storico ricco di storia, con ancora vecchie botteghe affiancate a moderni negozi. La viabilità ed i parcheggi sono aspetto delicato.

Il patrimonio immobiliare è quasi totalmente formato da edifici storici o di inizio secolo, molti dei quali sono stati ristrutturati ed adeguati alle normative più recenti.

Come di consueto il prezzo degli immobili si attesta sulla fascia più alta con grosse differenze fra ristrutturato e non. Fa eccezione qualche recente costruzione ma se cercate una casa nuova il centro storico non offre grandi opportunità. Come sempre un immobile nel centro storico è un investimento sicuro nel tempo. 

2. PARCO VILLA REALE

Il quartiere Parco-Villa Reale, così come delimitato oggi, non ha origini storiche. Il suo territorio era parte del quartiere Cazzaniga e di quello delle Grazie Vecchie.

Infatti non ha al suo interno dei veri e propri punti di riferimento e di aggregazione sociale.

Si sviluppa intorno al Parco di Monza e alla Villa Reale.

Dagli anni ’60 agli anni ‘80 , a fianco delle lussuose ville tipiche della Brianza, sono nati condomini ed edifici lussuosi con parchi privati e piscine. In questi anni la zona ha visto moltissime famiglie trasferirsi da Milano attratte dal parco e dai grandi giardini condominiali.

Ancora oggi al suo interno troviamo poche attività commerciali e servizi che si trovano in centro oppure nei quartieri limitrofi.

Da sempre è considerato il quartiere esclusivo della Borghesia monzese e residenza dei maggiori imprenditori della Brianza. Oggi però ad appartamenti molto grandi e con spese di manutenzione molto alte, si preferiscono immobili più moderni, contenuti nelle dimensioni e nei costi di gestione.

Nonostante questo ancora oggi è il quartiere preferito da coloro che vogliono vivere in città, senza voler rinunciare alla privacy alla tranquillità e al verde (Parco di Monza).

Le quotazioni immobiliari sono medio/alte ma sono meno esclusive di qualche anno fa. In questa zona si trova qualche costruzione recente in più rispetto al centro, ma la caratterizzazione principale è costituita dai signorili degli anni 70-80.

3. S.BIAGIO S.GOTTARDO

La storia di san Biagio ha origini antiche. Già nel medioevo era un borgo “fuori le mura” della città fortificata da cui passavano quotidianamente molte persone dirette in Brianza. Qui sorgeva un ospizio- ospedale gestito da una confraternita laica che accoglieva tutti coloro che avevano bisogno di un alloggio.

I sanbiagini sono molto legati alla storia e alle tradizioni del loro storico quartiere la cui parrocchia venne fondata nel mese di giugno del 1584 nientemeno che da San Carlo Borromeo. Un paio di secoli più tardi alle funzioni religiose nella chiesa sanbiagina partecipavano gli arciduca d’Austria che risiedevano nella Villa Reale. Nel rione l’appuntamento più sentito è quello del 3 febbraio,la festa patronale dedicata al santo protettore della gola. 

Durante gli anni Cinquanta e Sessanta del ‘900 la zona ha subito un rapido mutamento trasformandosi da borgo agricolo, costellato di cascine e di terreni coltivati, in uno dei quartieri più eleganti e più serviti della città. I dati odierni attestano 23.204 abitanti.

A San Biagio ci sono istituti scolastici di lunga e comprovata tradizione: le scuole parrocchiali risalenti al 1896, il Collegio Bianconi, fondato nel 1830 e gestito da centocinquanta anni dalle Suore di Maria Bambina, il Collegio Villoresi datato 1862 e il più “giovane” EcFoP inaugurato nel 1955. Presenti anche ristoranti e numerosi negozi.

Da tutti, a torto o a ragione, il quartiere S.Biagio è considerato la vera alternativa al centro storico e il salotto della Monza bene. I prezzi degli immobili sono fra i più alti della città. Data l’origine storica ed i successivi sviluppi in questo quartiere troviamo edifici molto variegati: palazzi storici, case di corte, condomini anni 70-80 e costruzioni più recenti. Ci sono all’interno del quartiere vie molto servite da attività e altre vicine ma immerse nel verde.

4. S.CARLO MOLINETTO

San Carlo a Monza è il quartiere che ha fatto la storia dell’industria e della sanità cittadina. Ma che oggi vive soprattutto di ricordi, di un contesto che fu: oggi le fabbriche sono quasi totalmente sparite lasciando spazio a recuperi di edifici residenziali e supermercati. Addio quindi alle immagini del quartiere pieno di fabbriche, con il continuo via vai di operai, di medici e di infermieri dell’ospedale Vecchio, la nuova immagine è composta da famiglie residenti.

Un quartiere che, numeri del Comune alla mano, è al terzo posto per residenti, anche se il dato va ridimensionato essendo il rione unito a quello di San Giuseppe. Secondo gli aggiornamenti dell’Ufficio anagrafe al 31 dicembre 2015 i residenti erano 15.673 di cui 1.752 stranieri. I servizi non mancano: ci sono scuole dall’asilo alle superiori, l’ospedale Vecchio con attivi ancora alcuni ambulatori, nel raggio di un centinaio di metri la caserma dei carabinieri e il comando della polizia locale, supermercati e negozi.

Tante le associazioni, la storica sede della Croce Rossa e una fitta vita parrocchiale con la chiesa di San Carlo e la chiesetta di San Paolo, oltre a quella degli Artigianelli.

Una medaglia a due facce è la presenza della stazone centrale che consente in meno di un quarto d’ora di raggiungere il centro di Milano ma che spesso è malfrequentata.

Molti degli edifici sono stati ristrutturati e sono state aggiunte nuove costruzioni. I prezzi sono di poco superiori alla media  data la vicinanza della Stazione e del centro storico cittadino.

5. REGINA PACIS SOBBORGHI

È un quartiere a tutti gli effetti: con la sua parrocchia, la sua posta, le sue scuole e persino il suo Comitato che in questi anni ha portato avanti importanti battaglie per la sicurezza e per il miglioramento del rione.

Il quartiere è un punto nevralgico e importante della città che, soprattutto negli ultimi quindici anni ha visto una radicale evoluzione con una sempre maggiore presenza straniera.

Un rione piccolo, ma al suo interno ha importantissime realtà: diviso dal quartiere di San Gerardo dalla ferrovia e dal sottopasso ciclopedonale Amati-Bergamo, da quello Libertà dalla rotonda di via Prampolini e poi da Cederna dalla rotonda con viale Campania il quartiere è tra i più popolosi e meglio serviti.

C’è il Policlinico, la casa di riposo di via Messa gestita dalle suore misericordie di monsignor Talamoni, la posta, la stazione ferroviaria, la parrocchia fulcro della comunità e numerosi negozi di vicinato che si susseguono lungo la via Amati e la via Rota.

E poi, soprattutto, ci sono tantissime case: le storiche dell’ospedale San Gerardo di via Carlo Antonietti, quelle dell’Ina soprannominate le palafitte. Un tempo agricolo e circondato dagli orti il quartiere nel corso degli anni si è profondamente evoluto. In tante aree ex industriali insistono oggi diversi progetti di edilizia residenziale che quando saranno ultimati porteranno il quartiere ad assumere una connotazione di reale alternativa abitativa ai più blasonati quartieri S.Biagio/Triante.

E’ collegato alle più importanti strade di uscita dalla città e alla circonvallazione esterna che porta alle tangenziali ed autostrade e fornito delle 2 stazioni ferroviarie della città: Monza Centrale e Monza Sobborghi

I prezzi degli immobili esistenti sono ancora convenienti anche se in rialzo, mentre il nuovo si allinea alle quotazioni cittadine, con esclusione delle zone di maggior pregio.

6. GRAZIE VECCHIE S.GERARDO

I romani hanno il cupolone di San Pietro e i residenti di San Gerardo a Monza quello intitolato al copatrono. È certamente la chiesa il simbolo del quartiere.

Dai numeri che fornisce l’Ufficio Statistica del Comune sulle consulte – dove però il rione di San Gerardo viene inglobato al centro storico – emerge una zona della città molto popolata. I dati aggiornati al 31 dicembre 2015 confermano la presenza di 16.737 residenti suddivisi in 7.777 famiglie di cui il 14 per cento di origine straniera.

Un grande quartiere che arriva fino alla fine della via Lecco costeggiando il parco, diviso dal vicino quartiere Libertà dalla ferrovia.

Un quartiere che abbraccia la zona del santuario della Madonna delle Grazie e del fiume con le vie Annoni e Filzi. Per poi espandersi in via Bergamo e Azzone Visconti fino a largo Mazzini più volte identificato come spartiacque tra il centro e resto della città.

I simboli del rione sono la chiesa, l’oratorio, il centro sportivo Nei, la via Bergamo divenuta la via della movida dei giovani, la sede del Centro civico, la scuola Raiberti , l’istituto dell suore «Preziosine», la scuola alberghiera,  la Gerardiana e il teatro dell’oratorio Il Corallo.

Ovviamente il quartiere è fornito di tutti i servizi ed accanto a residenze storiche e di pregio, negli anni sono stati costruiti edifici moderni dotati di tutti i comfort abitativi.

La vicinanza con il parco e con il centro storico lo rende un quartiere vivo e adatto a tutte le esigenze. I prezzi degli immobili, a seconda delle condizioni, sono su un livello medio alto.

7. CAZZANIGA OSPEDALE NUOVO

C’è chi lo chiama il quartiere dei musicisti. È il quartiere Cazzaniga che vanta il privilegio di ospitare l’azienda più grande della Brianza, cioè l’ospedale San Gerardo, oggi anche centro di eccellenza universitaria.

Un quartiere che si estende da un punto di vista territoriale fino ai confini con Vedano e con Lissone, che ospita strutture di grande prestigio socio sanitario, e che accanto a ville storiche vede anche un susseguirsi di palazzi e di residence, ma possiede anche una forte presenza popolare con i grandi complessi residenziali di via della Birona.

Secondo l’ufficio anagrafe del Comune è il secondo quartiere più popoloso dopo quello di Centro-San Gerardo, di cui 1.570 stranieri un dato che si attesta al 9,7 per cento della popolazione residente.

Il quartiere si è evoluto nel secondo dopoguerra con uno sviluppo residenziale che, però, non sempre ha visto un altrettanto adeguata evoluzione dei servizi. Manca una posta, malgrado una raccolta di firme e numerose richieste, manca un luogo di aggregazione per gli anziani che suppliscono ritrovandosi nei bar.

Ma Cazzaniga ha anche un grande cuore sociale con la storica società sportiva della Dominante, un seconda famiglia per tanti ragazzi e il gioiello socio sanitario dell’Aias. Pur essendoci uno dei pochi supermercati di Monza aperti 24 h, bisogna spostarsi verso il centro per usufruire di tanti servizi.

Molti condomini, costruiti per lo più negli anni ‘70-’80, hanno generosi spazi verdi. I prezzi del quartiere sono molto variabili, in funzione della posizione e del livello qualitativo.

8. TACCONA RONDO’ DEI PINI

Il quartiere , come si evince dal nome, è compreso nella fascia più cittadina fra il rondò dei Pini, viale Elvezia a Nord e la via Taccona a Sud fino af arrivare ai confini con il comune di Muggiò. Non densamente abitato è attraversato dalla superstrada che collega Monza con Lecco e Como.

Al centro troviamo il Parco della Boscherona, polmone verde ed attrezzato per sport e aree per picnic.

Su V.le Lombardia che delimita il quartiere da Triante, è in progetto la costruzione di un centro terziario/commerciale/residenziale formato da una piazza di 2500 mq sulla quale si affaccieranno 3 torri moderne da 20, 16 e 13 piani. L’intervento che andrà a riqualificare un’area dismessa di 44.000 mq prevede un occupazione del suolo di solo il 7%, lasciando quindi a verde organizzato il restante 93% dello spazio.

Attualmente in questo quartiere gli insediamenti residenziali si attestano intorno alle grandi vie quali V.le Elvezia (Cam centro diagnostico, ATS Monza e Brianza), Viale Lombardia e via della Taccona con un mix fra edifici recenti, ville unifamiliari, edifici industriali e case rurali di inizio secolo.

Una zona quindi tranquilla, con ampie zone verdi  ben collegata con le arterie viarie di uscita dalla città in progressivo sviluppo a poca distanza dal centro di Monza. I prezzi degli immobili si attestano sulla fascia medio bassa

9. TRIANTE CAVALLOTTI

Un rione ricco di storia, recente. Che ha visto un’esplosione residenziale e dove oggi – dati dell’ufficio anagrafe aggiornati al 31 dicembre 2015 – risiedono 15.178 residenti di cui 1.701 stranieri.

Triante fino all’Ottocento si espandeva fin quasi a San Fruttuoso, fino a quel viale Lombardia che, come ricorda lo storico locale Daniele Cappelletti, venne costruito agli inizi dell’Ottocento dai francesi per agevolare il passaggio delle carrozze diventando la prima importante infrastruttura cittadina. Nel Novecento è stato un susseguirsi di costruzioni, in parte di edilizia privata in parte di edilizia pubblica: nel 1924 le abitazioni del cosiddetto “Villaggio dei dipendenti comunali”, 1927 le villette dei reduci della Grande Guerra, poi le abitazioni comunali di via Pitagora e le case Fanfani. Una crescita residenziale alla quale ha fatto seguito quella di servizi con strade, negozi, il centro sportivo con la piscina e i campi da tennis, le scuole, i giardini, la chiesa, il cinema, il teatro parrocchiale. Di luoghi simbolo c’è certamente il Circolo Cattaneo oggi diventato un ristorante.
Accanto a piccoli negozi di vicinato, supermercati e minimarket, pizzerie, bar, ristoranti, gelaterie, negozi di occhiali, di articoli per la casa.

La parte del rione che confina con S,Biagio e S,Carlo è quella più richiesta e i prezzi delle case si attestano sulla fascia medio-alta.

10. S.FRUTTUOSO

San Fruttuoso è un paese. Qualcuno ironicamente lo chiama anche il “principato” di San Fruttuoso. Fatto sta che nettamente separato dal resto della città, prima dal grande ponte e oggi dalla grande rotonda, San Fruttuoso rispetto a Monza fa vita a sé stante. Potendo contare su un articolato sistema interno che permette ai residenti di poter vivere nel rione senza doversi spostare in città.

A San Fruttuoso c’è tutto, o quasi. Il quartiere secondo i numeri dell’Ufficio Anagrafe del Comune di Monza al 31 dicembre 2015 contava 7.787 residenti con una percentuale di stranieri tra le più basse della città (8,3 per cento che corrisponde a 645 persone).

Un quartiere dalla lunga storia, da un grande sentimento di appartenenza degli abitanti e una importante presenza della chiesa da una parte e dell’attività politica e laica dall’altra.

San Fruttuoso ha tutto: la chiesa, l’oratorio, il camposanto, il tunnel cittadino più lungo d’Italia, il circolino, ristoranti, ville signorili, scuole pubbliche e private, il tiro a segno e persino un “castello”.

Ma San Fruttuoso ha soprattutto una storia. Un quartiere che negli ultimi cinquant’anni si è profondamente evoluto passando da zona prettamente agricola, poi ad area industriale e oggi pressoché quartiere residenziale.

Proprio qui negli ultimi anni si sono concentrati gli interventi residenziali di medie dimensioni che in poco tempo hanno reso il quartiere più popolato, ma con notevoli spazi verdi. La sua relativa distanza dal centro fa si che i prezzi degli immobili si attestino su una fascia media, spesso accessibile anche alle giovani famiglie

Consigliato a chi vuole vivere in città ma lontano dal traffico e con a disposizione ampi spazi verdi. Inoltre è il quartiere residenziale più comodo per chi si deve muovere in auto gravitando su Milano e tangenziali. Presto sarà il quartiere più vicino alla nuova fermata della MM1 prevista entro il 2023. Questo porterà un rivalutazione degli immobili.

11. S.GIUSEPPE Via CAMPANIA Via ROMAGNA

Giovane, verde e tranquillo. Un quartiere residenziale dove ancora si vive bene. San Giuseppe cominciò ad avere una sua propria fisionomia nella seconda metà degli anni Cinquanta. Allora il rione si chiamava Fornace-Tramvieri ed era in pieno sviluppo. Si contavano un migliaio di famiglie che non avevano un vero e proprio punto di ritrovo.

Il centro di aggregazione era la parrocchia che ben presto divenne troppo piccola per ospitare una popolazione in continuo aumento e nel 1972 vennero poste le basi della nuova chiesa, opera dell’architetto svizzero Justus Dahinden, che oggi rappresenta un esempio di architettura sacra coniugata coi tempi moderni. Il quartiere -che conta oltre seimila abitanti- ha avuto negli ultimi tre decenni una notevole espansione.

Sono sorte nuove costruzioni che, fortunatamente, non ne hanno snaturato l’anima e hanno richiamato persone che prima risiedevano in altri rioni e persino nell’hinterland milanese alla ricerca di una maggior tranquillità. Qui ci sono accoglienti parchetti dove far giocare i bambini, due aree dedicate agli amici a quattro zampe, negozi di vicinato e si è  vicini sia alla stazione ferroviaria sia alle principali arterie stradali che conducono fuori città. Tutto sommato un quartiere dove è bello abitare.

La maggior parte degli immobili risale a 40 anni fa con prezzi abbordabili mentre per i complessi più recenti prezzi cominciano a salire soprattutto nei pressi del confine con il quartiere Triante.

Da tenere in considerazione il futuro arrivo del prolungamento della metropolitana Lilla di Milano che avrà nel quartiere 2 stazioni ma soprattutto della prossima apertura della fermata Bettola della MM1 previste per il 2023

12. S.ROCCO e S.ALESSANDRO

Ad arrivare per primi sono stati giovani (e non solo) meridionali attratti dalle offerte di lavoro delle fabbriche monzesi e di quelle della vicina Sesto san Giovanni. Successivamente, a partire da metà degli anni Ottanta, si sono insediate nel quartiere numerose comunità straniere, nordafricane, sudamericane, cingalesi. Oggi San Rocco conta 13.323 residenti (6609 uomini e 6714 donne) dei quali 2360 sono stranieri. Ovvero una percentuale del 17,7% che risulta essere la più alta di tutti i rioni monzesi.

La convivenza, a volte, non è facile ma il quartiere ha sempre trovato le energie giuste per fare sì che tutti, almeno sulla carta, possano trovare il loro spazio e la loro dignità.

La parrocchia, le associazioni sportive e culturali, che qui, non sono mai mancate, ma anche il comune hanno sempre lanciato iniziative mirate per insegnare la lingua italiana, per aiutare i più bisognosi, per vivacizzare culturalmente il quartiere, per contrastare la dispersione scolastica. E non è un caso che le feste rionali così come l’oratorio estivo siano sempre affollatissimi. Così come non è un caso che le sedute della consulta sanrocchina siano tra le più partecipate dell’intera città.

Al patrimonio edilizio degli anni ‘60/’70 si sono aggiunte nuovi costruzioni e diverse attività commerciali/ terziarie soprattutto sulla via Borgazzi, continuazione di Via Milano la strada che arriva fino al centro pedonale di Monza.

Si possono trovare abitazioni moderne a prezzi contenuti od immobili di buona metratura da ristrutturare.

13. BUONARROTI SAN DONATO

Il quartiere ha conosciuto il boom dello sviluppo economico – prima agricolo e poi industriale – diventando polo attrattivo per migliaia di famiglie.

Ubicato in una posizione strategica, non lontano dal centro storico e dalla stazione ferroviaria e oggi dalle grandi arterie stradali che conducono a Milano e alle autostrade, il quartiere è anche tra i più popolati: 12.382 residenti questo il dato dell’Ufficio anagrafe al 31 dicembre 2015 con 1.990 stranieri il secondo quartiere di Monza con il maggior numero di stranieri dopo San Rocco.

Un quartiere dove non mancano i negozi.

Scuole, bar, qualche ristorante, il supermercato e persino il Bingo. Questo il ritratto di Buonarroti- San Donato che oggi vive del ricordo di un passato florido soprattutto dal punto di vista dell’industria.

Dal punto di vista immobiliare, alle case «storiche» prospicenti la via Buonarroti e costruzioni degli anni 40 e 50, negli anni si sono aggiunte moderne costruzioni, soprattutto nelle traverse che hanno parzialmente riqualificato il tessuto urbano.

Si trovano quindi in vendita sia case usate di media grandezza con prezzi abbastanza contenuti, sia nuove costruzioni a prezzi medi di mercato.

Le ex aree industriali non sono ancora state completamente  riconvertite anche se su di esse sono state fatti tantissimi progetti che prima o poi andranno in porto.

Tante aree verdi, organizzate e non,

Interessante il progetto di unificazione del Parco agricolo della Cascinazza con il Parco medio della Valle del Lambro di Milano che porterebbe ad un percorso verde da Milano fino a Monza lungo il Fiume Lambro.

Ancora oggi è molto presente l’attività di quartiere e la vicinanza con il centro e la stazione lo rendono una buona alternativa alle zone residenziali più rinomate.

14. CEDERNA CANTALUPO

Un rione che nasce attorno a una fabbrica che trasforma quell’area pressoché rurale in un pullulare di attività.

Prima di diventare un quartiere integrato nella città Cederna era soprattutto costituito da cascine e da alcune ville padronali.

Il collegamento viario si limitava a semplici sentieri, le direttrici viarie importanti erano quasi inesistenti e le uniche degne di menzione erano la strada consortile della Gallarana (oggi via Gallarana, via Cederna) che conduceva alla Cascina Bastoni a Sant’Albino, la strada comunale detta di Agrate (oggi via Amati e viale Sicilia) che attraversando il territorio di Concorezzo conduceva ad Agrate». Poi agli inizi del ‘900 con l’arrivo del cotonificio ci fu l’esplosione del quartiere. 

Grazie alla lungimiranza degli imprenditori che attorno a quell’azienda che nel quartiere contava oltre 600 addetti realizzarono un villaggio operaio con tutti i servizi per i lavoratori, le loro famiglie, i loro figli garantendo alloggio, istruzione, vacanze e salute.

Il quartiere, annesso a Cantalupo, conta oggi 13.797 residenti con la percentuale del 15,1 di stranieri. Un quartiere che potremmo definire una sorta di Araba Fenice che sulle ceneri dell’ex cotonificio sta rinascendo: da poco è stato inaugurato il nuovo centro civico in quello che fu l’asilo. In programma anche la rinascita del teatro. E nel frattempo prosegue il cantiere edilizio e recentmente l’apertura del supermercato.

Storicamente un quartiere di periferia e mal considerato dal punto di vista sociale, negli ultimi 10 anni ha avuto una repentina riqualificazione, vi sono stati fatti notevoli investimenti immobiliari e oggi può considerarsi una zona tranquilla e servita, adatta per famiglie.

Accanto ad immobili storici dei primi del Novecento sono ora sorti diversi complessi nuovi ed attorno alla vecchia ciminiera del cotonificio ora è sorta una piazza con servizi, un supermercato, strutture ricettive e residenze di notevole architettura.

I prezzi degli immobili sono sicuramente più bassi della media cittadina. Anche se le nuove costruzioni stanno raggiungendo le quotazioni medie della città.

Comoda con le grosse arterie viarie e con linee di autobus per raggiungere il centro città 

15. LIBERTA’ STADIO NUOVO

All’inizio era il Villaggio Primavera, una sorta di “costola” del quartiere di San Gerardo fatta di campi e di cascine. Poi, soprattutto negli anni Settanta e Ottanta, il quartiere è sbocciato e oggi conta – dati dell’Ufficio Anagrafe in mano aggiornati al 31 dicembre 2015 – 8.960 residenti di cui 672 stranieri con una percentuale del 7,5 per cento tra le più basse in città.

Il quartiere è nato e cresciuto attorno alla sua parrocchia è rapidamente cresciuto affiancando alle abitazioni anche i servizi. 

Gli storici negozi di vicinato, alcuni resistono da oltre quarant’anni, e oggi il rione conta il primato di 8 bar, 5 pizzerie, 4 panetterie e 5 coiffeur. Un quartiere giovane che si è subito attrezzato con l’asilo delle suore, la scuola elementare e da alcuni anni è stato inaugurato anche l’asilo nido e un comprensorio di scuole superiori l’Achille Mapelli che conta al suo interno Liceo scientifico, Agraria, Amministrazione Finanza Marketing, Turismo. Il quartiere Libertà è molto attivo anche da punto di vista sociale.

Nel 1988 è stato inaugurato il Nuovo Stadio di calcio nelle cui vicinanze nel 1992 è sorto il moderno centro sportivo della società biancorossa «Il Monzello» con campi di allenamento, tribune, palestra, uffici e centro direzionale.

Il patrimonio Immobiliare risale in gran parte agli anni 70/’80, ma ci sono anche diverse costruzioni realizzate più di recente.

I prezzi degli immobili usati sono in linea di massima più bassi rispetto alla zone semicentrali situate ad Ovest, mentre  il nuovo si allinea ai valori medi (zone centrali escluse) della città.

Oltre agli impianti sportivi di respiro Cittadino, Stadio e Palazzetto, è presente il centro ospedaliero Policlinico provvisto di pronto soccorso.

Diverse line pubbliche di trasporto attraversano il quartiere collegandolo sia al centro città e stazione, sia con I comuni a Est, Vimercate, Arcore.

Comodi I collegamenti viari per Milano, Vimercate e I laghi.

16. SANT’ALBINO

È il quartiere più piccolo di Monza. Con il più basso tasso di residenti e la più bassa percentuale di stranieri residenti. Questo secondo i dati dell’Ufficio anagrafe del Comune che con i numeri aggiornati al 31 dicembre 2015 dichiara che a Sant’Albino vivono 2.648 persone, di cui 177 stranieri.

Piccolo ma ricco di storia, tradizioni e con una popolazione molto attiva impegnata nella promozione del quartiere. Definito un tempo “Il paese dei quattro Comuni” è oggi un quartiere che mantiene ancora la sua identità di comunità e di paese fortemente legato sia Monza sia alla vicina Brugherio, più precisamente San Damiano con il quale confina.

Il quartiere è separato da Monza dalla circonvallazione che ha penalizzato l’integrazione del quartiere con il tessuto cittadino. Finalmente nel 2020 è stata realizzato un moderno cavalcavia ciclabile e pedonale che supera via Stucchi e collega il quartiere al resto della città.

Certo, quello che manca è il commercio. Molti negozi hanno abbassato definitivamente la saracinesca colpa anche della grande distribuzione con tre ipermercati a pochi chilometri di distanza.

Il patrimonio Immobiliare è caratterizzato da vecchie costruzioni rurali di corte, molte di esse ristrutturate, alle quali si sono aggiunte negli anni diverse nuove costruzioni e ville singole o plurifamiliari.

Dal punto di vista dei prezzi si possono trovare delle buone metrature a costi sicuramente accessibili e convenienti.

Dal punto di vista viario attraverso la circonvallazione si può arrivare velocemente verso le autostrade e tangenziali per tutte le direzioni.

Una linea urbana collega il quartiere al centro di Monza.

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